San Marino. ANIS: “Gas ed elettricità, c’è troppa incertezza sulle tariffe e sugli investimenti”

“Gas ed elettricità, c’è troppa incertezza sulle tariffe e sugli investimenti per aumentare la sovranità energetica di San Marino. Così si mette a rischio il tessuto industriale, quel settore che invece sta sostenendo il sistema”

Questo l’appello che arriva da ANIS (l’Associazione Nazionale dell’Industria di San Marino).

“Le imprese e in particolare quelle del comparto industriale sono fortemente preoccupate per l’incertezza che si sta creando sulla questione degli energetici, che si aggiunge alle evidenti carenze normative e infrastrutturali che potrebbero, invece, dare una prospettiva diversa. Inoltre un cambiamento delle tariffe non può essere stabilito un giorno per l’altro perché impatterebbe in maniera imprevedibile sulla marginalità delle produzioni. Ad oggi non abbiamo l’ufficialità né l’entità di aumenti che potrebbero scattare già dal primo novembre.

Comprendiamo le esigenze di AASS di fronte alle fluttuazioni dei mercati su cui si approvvigiona, ma proprio perché anche tutti gli altri Paesi vivono tale situazione, chiediamo che anche l’approccio del nostro Stato sia sistemico e si compia ogni possibile sforzo per salvaguardare anche il tessuto economico e manifatturiero, così come stanno facendo tutti gli altri a livello europeo e non solo. Al contrario, evidenziamo che anche nel Piano nazionale di emergenza per il Gas ci sia una evidente e preoccupante indicazione volta a penalizzare in prima istanza le aziende energivore. Quelle stesse industrie che hanno nel recente passato e stanno oggi mantenendo in piedi gran parte del nostro sistema economico e sociale. Il rischio è quindi enorme e il Governo, la politica e tutte le parti sociali, devono esserne consapevoli.

Allo stesso modo non possiamo non evidenziare la contraddizione di istituire tariffe indicizzate – che rappresenterebbero uno strumento normale nel mercato libero – in un contesto di regime di monopolio come è quello di San Marino, con tariffe fissate dall’Autorità nazionale per tutti gli utenti, domestici o privati che siano. Allora si adottino anche gli altri strumenti presenti negli altri Paesi, a partire dalla libertà di approvvigionamento diretto sul mercato delle singole aziende o di gruppi di aziende, che invece è vietata oggi a San Marino. Strumenti finanziari come i Power Purchase Agreement (PPA) che oggi sono utilizzati molto efficacemente dalle imprese italiane nel campo delle rinnovabili, o le stesse comunità energetiche di cui tutto il mondo parla da anni, possono essere resi disponibili con pochi passaggi normativi. Così come alcune tecnologie, altrettanto utilizzate da anni nei vari Paesi, come la cogenerazione industriale.

Ma quello che il mondo delle imprese ritiene sia un’urgenza assoluta è dotarsi di un piano strategico che ricomprenda sia gli interventi normativi sia gli investimenti in impianti e infrastrutture statali o anche in partnership con i privati, capaci di aumentare quella sovranità energetica che tutti gli Stati stanno perseguendo e per avere più degli altri, proprio per non dover sottostare alle decisioni altrui”.

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