San Marino. Anziana deceduta, l’indagine procede. Il magistrato ha ascoltato la figlia

Sarebbe in dirittura d’arrivo, intanto, anche l’altra indagine, partita sempre su denuncia dalla donna, sulle cure a base di cannabis

ANTONIO FABBRI – È stata ascoltata la scorsa settimana la figlia della anziana 86enne deceduta il 13 giugno scorso, dopo essere stata portata al Pronto soccorso su insistenza della figlia che, per i ritardi che ritiene ci siano stati nel riconoscere la situazione di gravità della madre, nell’assistenza e nella richiesta di ricovero, ha sporto denuncia nei confronti dei vertici del Casale La Fiorina, del medico e delle infermiere che la assistevano nella struttura. Martedì della scorsa settimana la donna che ha sporto denuncia è stata sentita dal Commissario della legge Elisa Beccari che si sta occupando del caso. La figlia dell’anziana ha confermato quanto denunciato in prima battuta alla gendarmeria ricostruendo che l’anziana da giorni non si alimentava, ma nonostante questo i familiari non erano stati avvertiti e neppure era stato richiesto il ricovero in ospedale. L’indagine aperta vedrebbe al momento due indagati e si starebbe procedendo per omissione di soccorso. Anche l’Iss, dopo l’accaduto, aveva disposto una indagine interna che è terminata e le risultanze di tale indagine confluiranno di certo nel fascicolo penale aperto.

Una vicenda triste, quella della anziana di 86 anni, alla quale non sarebbe del tutto scollegata un’altra vicenda, sempre denunciata dalla figlia. Si tratta del caso delle cure con prodotti a base di cannabis. Una terapia che, nonostante fosse stato l’allora medico geriatra che aveva in cura l’anziana a prescrivere la cura, non venne mai somministrata alla donna, perché non ebbe il via libera dell’Iss. Questo nonostante ci fossero diversi pazienti seguiti a casa propria che assumevano la cura. La terapia doveva servire a rilassare la muscolatura della anziana che era affetta da Parkinson e consentirle anche di alimetarsi con più facilità.

Dopo il diniego la figlia della signora fece denuncia, considerato soprattutto che in altri casi analoghi a quello della madre quei prodotti a base di cannabis erano stati forniti e somministrati. E’ quindi scattata l’indagine da parte del Commissario della legge Roberto Battaglino che lo scorso 7 febbraio ha archiviato il fascicolo per l’originaria ipotesi di reato. Ha tuttavia disposto l’apertura di un’altra indagine legata alla somministrazione di questi prodotti che contengono principi attivi considerati illegali per le leggi sammarinesi.

Nell’indagine il Commissario della legge aveva accertato che, nonostante questo, ad alcuni pazienti il prodotto veniva dato e ad altri no. Una anomalia che è stata rilevata dallo stesso Commissario della legge, il quale sostiene che se da un lato il prodotto non era nel prontuario farmaceutico e quindi non poteva essere prescritto, dall’altro lato “è indubbio che per diversi mesi sia stata in qualche modo consentita la diffusione di un prodotto a base di sostanze stupefacenti, condotte queste che dovranno essere meglio valutate in apposito procedimento penale”. Da un lato aveva quindi archiviato il primo procedimento, ma dall’altro aveva disposto l’apertura di un altro fascicolo penale per abuso di autorità.

Anche questa inchiesta, che vedrebbe tre persone sotto indagine, dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. La questione delle cure con la cannabis non pare del tutto scollegata, seppure siano due situazioni e procedimenti diversi, da quella del decesso dell’anziana. Infatti proprio la terapia a base di quei prodotti era stata prescritta per facilitare l’alimentazione della 86enne che poi, stando alle denunce, è finita in pronto soccorso proprio perché da diversi giorni non riusciva ad alimentarsi.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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