San Marino. Conversione dei risparmi in titoli di Stato, l’appello degli ex correntisti Cis ai parlamentari: “Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”

“Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”.

Lo dice il Comitato correntisti sammarinesi in merito alla propria Istanza d’Arengo per chiedere la revisione delle norme che hanno convertito i risparmi degli ex correntisti di Banca Cis in titoli di Stato.

All’ordine del giorno della prossima sessione del Consiglio Grande e Generale, infatti, “è prevista, al comma XVIII, la discussione su diverse Istanze d’Arengo presentate lo scorso 2 ottobre tra le quali compare la n. 2) con la quale si richiede che sia modificata la legge 24 giugno 2022 n. 94 in modo da individuare misure di supporto agli ex correntisti di Banca Cis”.

Si tratta, spiega il Comitato correntisti sammarinesi, di “un ulteriore tentativo da parte degli ex correntisti di Banca Cis, che fin dall’inizio di questa assurda vicenda si sono prodigati con tutti gli strumenti istituzionali a loro disposizione nel chiedere il rispetto degli impegni assunti dallo Stato, di ottenere ascolto, supporto e aiuto; fino ad oggi, da parte del governo e da parte del segretario di Stato per le Finanze, è mancato non solo qualsivoglia intervento di supporto a persone che si sono viste, per colpe e responsabilità non certo loro, congelare i risparmi di una vita per 10, 15 o 20 anni ma anche qualsiasi disponibilità all’ascolto e al confronto, a più riprese ricercato da parte nostra”.

E ancora: “A fronte di tale atteggiamento, non ce ne siamo stati, e non ce ne staremo, statene certi, con le mani in mano. Confidiamo che la Corte europea dei diritti dell’uomo, cui siamo stati costretti, nostro malgrado, a rivolgerci sul finire dello scorso anno, ponga in essere rapidamente i necessari accertamenti e possa rendere giustizia a chi è stato gravemente danneggiato dopo essere stato a più riprese rassicurato sul fatto che a precise scadenze i propri denari gli sarebbero stati restituiti”.

L’Istanza d’Arengo, “presentata nell’ottobre scorso agli Ecc.mi Capitani Reggenti e sottoscritta da ben 266 cittadini sammarinesi, è uno strumento che consente al Consiglio Grande e Generale di valutare azioni a tutela non solo dei correntisti direttamente danneggiati ma anche della credibilità e della stabilità del sistema bancario sammarinese che la nostra vicenda ha gravemente pregiudicato”.

“Chi mai tornerà ad investire, anche dall’estero, a San Marino, sapendo che a fronte di una crisi bancaria i propri soldi potrebbero essergli, nonostante le promesse, sottratti per decenni?”, domanda il Comitato correntisti sammarinesi, che poi aggiunge: “Oggi è capitato a noi, domani potrebbe capitare a chiunque altro. Ed è un precedente pericoloso per tutti”.

Infine, l’appello a tutti i membri del Consiglio Grande e Generale di San Marino: “È con questo spirito che ci sentiamo di rivolgere un accorato appello alle forze politiche presenti in Consiglio, di maggioranza e opposizione, affinchè la nostra vicenda non passi nuovamente ‘in cavalleria’ e affinchè possa essere finalmente affrontata con la serietà che la nostra situazione richiede, senza quelle facili semplificazioni e mistificazioni della realtà cui abbiamo troppo spesso assistito nel corso degli ultimi mesi”.

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