San Marino. La maggioranza fa quadrato attorno al dirigente del Tribunale Canzio dopo le accuse di Repubblica futura

“Le dichiarazioni di ieri dimostrano, ancora una volta, l’acredine e il risentimento di Repubblica futura per avere perso il ruolo di governo del Paese, e l’insofferenza di un ex segretario alla Giustizia, che non accetta la propria sconfitta politica e i propri insuccessi”.

Inizia così il comunicato congiunto di Partito democratico cristiano sammarinese, Rete, Noi per la Repubblica, Domani-Motus Liberi e il consigliere indipendente Denise Bronzetti in risposta a quanto detto di recente da Repubblica futura.

“Di tutte le accuse mosse da Rf, molte delle quali trite e ritrite e alcune totalmente false, la maggioranza attuale intende stigmatizzare quelle rivolte al dirigente del Tribunale. In sostanza, si sostiene che una persona dalla carriera specchiata, di grande fama, esperienza e correttezza, quale è Giovanni Canzio, avrebbe manipolato un procedimento che, invece, avviene d’ufficio, tramite la Cancelleria Penale, che segue dei precisi criteri tabellari, al fine di favorire non si capisce bene chi, ma in particolare di voler intimidire l’opposizione e limitare la libertà d’informazione – si legge nella nota -. Una fantasiosa ricostruzione, eminentemente politica, messa nero su bianco e accompagnata da un ‘pare che’, per sollevare furbescamente polveroni senza incorrere in reazioni legali. Il tentativo di ‘denigrare’, strumento più volte usato dal passato governo di Adesso.sm contro i singoli o alcune istituzioni, ha avuto solo l’effetto di minare la credibilità e l’immagine del nostro Paese a livello internazionale”.

L’operato del dirigente Canzio e i risultati ottenuti in così poco tempo sono evidenti a tutti e chiaramente illustrati nella relazione sullo stato della giustizia. Questo è un dato oggettivo contro il quale nessuna polemica può resistere – sottolineano Pdcs, Rete, Dml, Npr e Denise Bronzetti -. Non sfugge a nessuno che, a un anno e mezzo dal suo arrivo a San Marino, il clima nel Tribunale e la capacità di portare avanti processi fino a quel momento rimasti nel cassetto, le relazioni con l’esterno e soprattutto con l’Italia, testimoniate anche dalla recente visita del ministro Cartabia e dal relativo accordo bilaterale sottoscritto, abbiano fatto passi avanti determinanti, riaccreditando San Marino presso le istituzioni italiane e internazionali“.

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