San Marino. La riflessione di Orietta Caccoli: “Invecchiare bene, è la nuova sfida da vincere!”

Riceviamo e pubblichiamo

Ringrazio l’amica Mara che mi ha permesso di seguire i lavori del Convegno di Geriatria e Gerontologia che si è tenuto a San Marino nei due giorni del 22 e 23 settembre. I temi dell’invecchiare bene e della fragilità dell’anziano sono stati studiati prioritariamente dal punto di vista clinico e in successione dall’angolazione sociale.

Emergenza demografica

La consapevolezza che l’Occidente e in questa realtà geografia l’Italia, il paese con i più alti indici di invecchiamento in Europa e il secondo paese al mondo, dopo il Giappone, sono immersi nell’emergenza demografica, che è sintetizzabile nella locuzione: molti anziani, pochi giovani, deve porsi il problema e ricercare le adeguate soluzioni. San Marino, piccola realtà geografica e statuale ha gli stessi problemi, perché gli indicatori demografici sull’invecchiamento e sulla natalità sono similari all’Italia. Mi è sembrato che la consapevolezza di questa emergenza nazionale e globale fosse stato il motore per lo sviluppo dell’agenda del convegno e degli studi conseguenti.

Temi trattati

Riepilogare per parole chiave l’ampiezza dei contenuti del convegno non è azione facile, ma ci proverò con sentimento di umiltà e di coraggio. E’ stato immediatamente evidenziato che una delle criticità del nostro tempo è la solitudine, intesa come carenza di relazioni, di mancanza di supporti e di cura, che si sostanzia nell’esperienza concreta degli anziani e dei giovani di provare ed essere immersi negli stati di isolamento, di incomprensione, di esclusione personale, sociale, politica ed economica, così intensi e così diffusi che nel Regno Unito è stato creato il Ministero della Solitudine. Ma l’appello che dobbiamo ascoltare, contenuto nelle relazioni al Convegno è il seguente: la solitudine è causa di malattia, la solitudine è di conseguenza causa di morte. Prospettare soluzioni di tipo assistenziale, economico, politico e professionale a questo problema è un obiettivo del convegno stesso.

Il secondo tema sviluppato ha riguardato la capacità di vivere a lungo e la capacità di vivere bene, di vivere sani. Il campo d’indagine ha trattato il ramo delle patologie, delle malattie croniche, delle malattie invalidanti e ha posto il focus sulla fragilità dell’anziano.

La dott.ssa Maddalena Illario con molta energia ha esposto L’approccio condiviso e life-course all’invecchiamento sano e attivo. Ha espresso il suo forte e disponibile temperamento alla collaborazione di carattere scientifico.

Rispetto a questo scenario di studio, una volta che l’interesse collettivo di una popolazione fosse rivolto a conoscere lo stato di salute della propria popolazione, l’attenzione dovrebbe essere rivolta al triangolo dei ruoli, il ruolo dello Stato, il ruolo del mercato, il ruolo della comunità, intesa come capacità di esprimere forme aggregative, quali le associazioni, gli enti non profit, le società di mutuo soccorso. Una linea di pensiero che si sta consolidando sul territorio è la ricerca di un ruolo attivo delle società di Mutuo Soccorso e delle Associazioni non profit verso valori e azioni di sussidiarietà, di inclusione, di agire in comune verso un unico obiettivo: il benessere della persona, considerando che siamo in una fase storica in cui si prospetta la diminuzione della ricchezza pro-capite, il sorgere di nuove povertà, la riformulazione del sistema del welfare state e la ridefinizione del valori e dei paradigmi culturali e progettuali diversi dal neoliberismo tuttora attivo.

Di grande interesse e da studiare è la relazione del Presidente IUAD, Alain Franco per un Ecosistema per invecchiare bene.

La soluzione di come avere relazioni positive, trasversale a molte relazioni, è stata approfondita dal Prof. Stefano Caracciolo nell’analisi del linguaggio, della gestualità e nella proposizione di un modello di relazione tra medico e paziente, che a mio parere potrebbe essere usato anche in molte altre relazioni di carattere organizzativo. Nelle sue slide abbiamo visto le parole chiave del modello, a loro volta declinate, sia come soluzione interpretativa, sia come soluzione applicativa a situazioni concrete.

Progetto di formazione innovativa

Un vivo apprezzamento è doveroso rivolgerlo ai progettisti e ai realizzatori del convegno, che accanto alle analisi scientifiche, hanno proposto soluzioni innovative in termini di interventi sanitari in parallelo agli aspetti valoriali, linguistici nella elaborazione di modelli sanitari e sociali. Il convegno è stato realizzato dall’Associazione Sammarinese di Gerontologia e Geriatria (ASGG) il cui presidente è il sammarinese Dr. Carlo Renzini, che organizza con la nostra università e l’UNIFE l’importante master in Medicina Geriatrica, portando avanti i temi, elaborati nel corso degli ultimi 10 anni, per la formazione del personale medico e socio-sanitario.

Quello che sarebbe vantaggioso per la comunità sammarinese è che queste proposte formative avessero ricadute concrete sul territorio, sulla stessa popolazione in termini di benessere e di sviluppo. Leggere e studiare gli atti del convegno potrebbe essere già una buona pratica. Pensare poi di sperimentare le soluzioni, un ulteriore passo in avanti. Avere coraggio e intraprendenza, ancora meglio!

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