San Marino. Npr vuole l’obbligo vaccinale, scoppia la bagarre in maggioranza

La Reggenza deve aver pensato che, vista la situazione, sarebbe stato meglio aggiornare la seduta a questa mattina

ANTONIO FABBRI – E così ha fatto attorno alle 20 e 10 di ieri dopo aver avvertito nel pomeriggio che si sarebbe proseguito, visti i tre asterischi nella convocazione del Consiglio, oltre le 20. Il clima in maggioranza si era però surriscaldato parecchio e probabilmente i Capi di Stato hanno ritenuto più opportuno interrompere. La bagarre tra le forze di maggioranza e persino con il governo, è scoppiata sull’emendamento che chiede di inserire il comma 2 bis all’articolo 1 del decreto anticovid. Emendamento che mira ad introdurre l’obbligo vaccinale a San Marino per i maggiori di 45 anni. A presentarlo il capogruppo di Npr, Gian Nicola Berti “prevede per chi non avrà assolto l’obbligo di rifondere l’Iss per le spese di eventuale ospedalizzazione conseguente alla contrazione di infezione da virus Covid 19”, ha detto Berti, quantificando i costi in 9.000 euro al giorno per chi è ricoverato in terapia intensiva.

Forte contrarietà da diversi consiglieri, come Denise Bronzetti, Gruppo misto di maggioranza, che punta il dito contro una misura che, per la prima volta, minerebbe il principio della gratuità e universalità dei servizi sanitari. “Se la maggioranza lo approverà ci penserà qualcun altro a farla ritornare sui suoi passi”. Contrarietà anche da Sandra Giardi del Gruppo misto e da Carlotta Andruccioli, di Dml. Da parte di Rete c’è apertura, si propone però di giungere a una mediazione: per Giovanni Zonzini e Alberto Spagni Reffi la prima parte dell’emendamento è accoglibile.

Ma a frenare in maggioranza sull’accoglimento dell’emendamento è il Pdcs: “l’obbligo vaccinale – afferma Alessandro Cardelli – deve essere un tema su cui la maggioranza è giusto che si confronti e non si esclude che in futuro non sia una misura da adottare”. Contrario pure Pasquale Valentini.

Ma anche dal Governo emerge molta insofferenza su questa proposta. Il Segretario al lavoro Teodoro Lonfernini non usa mezzi termini e da un lato richiama il confronto fatto in maggioranza e del governo che ha portato al decreto così come adottato e, dall’altro, addita l’azione di Npr e di Berti come una “provocazione politica inaccettabile”. Gli replica in difesa del fratello Maria Luisa Berti, rigettando il tenore e il contenuto dell’intervento del Segretario Lonfernini “che mi lascia abbastanza sconcertata”, ha detto. Il Segretario alle finanze Marco Gatti ricorda l’impegno e il tempo già trascorso negli incontri di maggioranza per discutere le misure. Quindi intima: “Chiedo un gesto di maturità ai consiglieri di maggioranza, la maggioranza ritiri tutti gli emendamenti non portati dal governo”.

Matteo Zeppa fa asse con Berti e con Npr, additando Motus e quasi da “amante tradita”, dice di fatto che, però, la Dc non ha detto nulla quando Motus faceva comunicati di contrarietà ai Decreti o proponeva emendamenti: “Tutti hanno legittimità di presentare emendamenti, forse gli approfondimenti non si vogliono fare”, ha detto. Gian Nicola Berti, Npr, infine chiede la disponibilità ai consiglieri di valutare una mediazione sul testo: “Siamo per modulare il nostro obbligo trasformandolo in dovere contributivo di solidarietà, in un importo anche contenuto”. Quindi propone la modifica dell’obbligo “al compimento del 50esimo anno” e introducendo una sanzione amministrativa di 400 euro annui, “sottoposta a oblazione volontaria con dimezzamento”.

Poco prima, nella concitazione e fra un intervento e l’altro, il Segretario Dc, Giancarlo Venturini era corso da Berti per redarguirlo animatamente. Chi era più vicino alla postazione ha sentito Venturini dire a Berti: “Smettila di fare il bambino!”.

Oggi si vedrà se la notte ha portato consiglio o scompiglio. Di certo la situazione in maggioranza sta diventando via via insostenibile.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 23

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