San Marino. Nuovi rinvii a giudizio, ci sono anche Confuorti e Savorelli

Il caso è quello della vicenda del commissariamento di Asset Banca. Contestati diversi reati agli ex vertici di Bcsm tra cui abuso di potere.

ANTONIO FABBRI –  Amministrazione infedele, interesse privato in atti d’ufficio, abuso di potere. Questi i reati di cui dovranno rispondere a vario titolo in seguito al nuovo provvedimento di rinvio a giudizio firmato dai commissari della legge Elisa Beccari e Francesco Santoni, sette persone, tra cui anche Francesco Confuorti.
La vicenda è quella legata alle azioni degli ex vertici di Banca Centrale nell’ambito del commissariamento prima e della liquidazione coatta poi di Asset Banca.

Questo rinvio a giudizio scaturisce, dopo le archiviazioni che erano state disposte dal Commissario della legge Simon Luca Morsiani, dall’impugnazione fatta su quel provvedimento dai soci di Asset Banca, dalla Banca Centrale e dall’Eccellentissima camera, parti civili nel procedimento. Il Giudice di appello aveva riassegnato il fascicolo ai commissari Beccari e Santoni che hanno proceduto con l’ulteriore indagine e hanno il 7 aprile scorso disposto il rinvio a giudizio per questo stralcio di fascicolo, procedendo separatamente per altre parti per le quali sono necessarie ulteriori indagini.

Nel caso specifico, quindi, arriva anche in rinvio a giudizio di Francesco Confuorti, che nella prima fase non era stato neppure indagato.

Nel dettaglio in questo rinvio a giudizio viene contestato al primo capo di imputazione all’ex Direttore di Bcsm Lorenzo Savorelli, a Mirella Sommella, Filippo Siotto e Ugo Granata, membri del Coordinamento di vigilanza, il reato in concorso di abuso di autorità (376 cp.) nella attività di vigilanza in capo ad essi in base alla legge bancaria, nella vicenda dell’amministrazione straordinaria di Asset Banca, sia per avere disposto i provvedimenti di rigore pur non avendo raccolto adeguate informazioni relativamente allo stato della banca commissariata, sia quanto il provvedimento di amministrazione straordinaria è stato reiterato per scongiurare gli effetti dell’ordinanza del giudice amministrativo. Un abuso di potere che secondo l’accusa ha causato il danno di sottrarre la società all’amministrazione degli organi nominati dall’assemblea dei soci.

Agli stessi quatto – Savorelli, Sommella, Siotto e Granata – è contestata anche l’amministrazione infedele (198 cp.) per avere compiuto atti in danno del patrimonio di Asset Banca, non garantendo la prosecuzione dell’attività di impresa, non quantificando le perdite in modo che ai soci potesse essere proposto di provvedere al ripianamento e alla ricapitalizzazione e predisponendo la cessione degli attivi della banca. Accusa, questa, per la quale gli inquirenti contestano l’aggravante dell’occultamento di prove e dell’avere commesso il fatto con abuso dei rispettivi uffici pubblici.

Agli stessi quattro imputati cui si aggiungono nel quarto capo di imputazione anche Francesco Confuorti e Daniele Guidi oltre a Roberto Venturini, commissario straordinario prima e liquidatore poi di Asset, viene contestato il reato di interesse privato in atti d’ufficio (375 cp.), perché nel predisporre e adottare il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa di Asset Banca, e nella cessione degli attivi e passivi a Cassa di Risparmio.

Secondo l’accusa, infatti, gli imputati in concorso avrebbero predisposto – al fine di non incorrere in responsabilità penali e civili conseguenti ai citati misfatti di abuso di potere e amministrazione infedele che avevano “pregiudicato lo stato di Asset Banca” – la liquidazione coatta tramite professionisti di fiducia, acquisizione di pareri per cedere attivi e passivi a Carisp.

Con ulteriore decreto, inoltre, i due commissari della legge hanno stralciato un’altra parte del medesimo fascicolo, ed hanno contestato a Roberto Moretti (ex direttore di Bcsm), Raffaele Mazzeo e Ugo Granata (del Coordinamento della vigilanza) oltre, anche in questo caso, a Daniele Guidi, il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato (art.204). Contestazione per il fascicolo nato dalla denuncia degli organi di Bcsm, prima archiviata e poi riaperta in seguito a impugnazione, e relativa alle concessioni di linee di finanziamento a BancaCis, in crisi di liquidità, da parte della Banca Centrale dell’epoca (tra il 2017 e il 2018)

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmenteil giorno dopo

 

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