San Marino. Pedini Amati attacca i colleghi: “Un Ministero non ha la sede, ci dobbiamo vergognare come esecutivo”

Il Segretario al Turismo contro il collega Canti: “A Borgo milioni per una rotonda che non vuole nessuno; 500mila euro per un bagno, 400mila per la consulenza a Roma dell’ospedale e gli edifici pubblici sono inagibili”

ANTONIO FABBRI – Stabile inagibile; Segreteria di Stato senza sede; inerzia dei colleghi di governo; inadempimenti; Poste che si vedranno bloccati da oggi i bollettini e le ricariche per colpa di Banca Centrale e del mancato Memorandum; diaspora dei collaboratori della Segreteria distribuiti in vari uffici; pericolosità elettromagnetica dell’antennone da tempo rilevato e segnalato; convenzione Sinpar; governo che non fa ciò che deve e ventilata caduta dell’Esecutivo dopo le riforme previdenziale e occupazionale. Tutti questi gli argomenti trattati in una conferenza stampa del Segretario al Turismo Federico Pedini Amati che, arrabbiatissimo, è un fiume in piena, dopo che nei giorni scorsi a causa del corto circuito e l’incendio che ne è seguito all’impianto elettrico della sua Segreteria, si è ritrovato senza sede e costretto a lavorare in macchina e a mettersi in ferie. Arrabbiatissimo anche perché, nonostante avesse trovato una soluzione alternativa e proposto un Congresso d’urgenza per l’apposita delibera, ha subìto i risolini di colleghi di Governo e, riferisce, pure gli improperi da Sua Eccellenza Paolo Rondelli. Delibera che riproporrà lunedì, annuncia, e sulla quale evidentemente pretende il via libera.

Fiume in piena contro Canti “Sono sconcertato per i colleghi – esordisce – e per Sua Eccellenza Rondelli e per la leggerezza con sui si sta prendendo questa situazione. Sono in conferenza stampa con i dipendenti della Segreteria di Stato, abbiamo dovuto chiedere di trasferirci in Via Paolo III come ufficio del turismo e altri in altre sedi”. Quindi ha proseguito: “Sono arrabbiatissimo e devo spiegare cos’è successo. Io lavoro nella macchina. Ma è normale? E’ normale un paese che non ha una sede di un ministero con dieci persone attorno a me che non hanno un ufficio e una scrivania? E’ normale? E’ normale che facciamo una rotonda in Borgo che non vuole nessuno e spendiamo chissà quanti milioni di euro? E’ normale che rimettiamo a posto l’asfalto al confine di Dogana? E’ normale che rifacciamo un bagno pubblico a 500mila euro a Piazzale Calcigni e non c’è la sede come richiesta dal sottoscritto da un anno e mezzo per il Ministero del Turismo? Ci dobbiamo vergognare come Esecutivo! Io mi vergogno di non avere una sede… non per me stesso, ma primo per i miei collaboratori, che sono qua con me; secondo per i cittadini; terzo all’evidenza del mondo. Ha ragione Luca Della Balda quando dice: cosa giriamo il mondo a fare se poi in questo Paese anche solo per aprire un conto corrente le banche fanno tutta una serie di richieste incredibili? Abbiamo una burocrazia incredibile. Per spostare l’ufficio del turismo in tempi normali ci voleva un mese. In emergenza ci abbiamo messo un giorno. Nel privato questo non accade, non può accadere perché l’operatività deve andare avanti… e noi diamo l’esempio peggiore che possiamo dare come amministratori”.

Il palazzo inagibile Quindi spiega le ragioni dell’evacuazione e dell’uscita dal palazzo del turismo. “Quel luogo, la Segreteria di Stato al Turismo e Ufficio del Turismo, a detta di diverse relazioni partite almeno nel 2007 ha visto dichiarata l’inagibilità dei locali quanto a conformità edilizia, per mancanza di abitabilità, poi perché alcuni locali non si possono vivere; quarto perché mancano da sempre i certificati di idoneità dell’impianto elettrico”.

Quindi mostra una lettera del maggio scorso dallo stesso indirizzata al Governo di cui fa parte nella quale “si riprende la relazione del 2015 e vengono descritti dettagliatamente i problemi dello stabile. Lo sanno tutti da anni. Come tutti sanno che le radiazioni dell’antenna hanno provocato danni alle persone. E’ successo anche ai precedenti Segretari di Stato. Non vogliamo dirlo? A chi è venuta la tiroide a chi altro… a me è Stato detto ieri in Congresso di stato: ‘Ah ma se noi confermiamo che questo è accaduto è una ammissione di colpa. Ma perché? Lo dice una relazione. L’abbiamo voluta noi dove si dice che ci sono le onde elettromagnetiche, dove si dice che fa male l’antenna, dove c’è la delibera del Congresso di Stato, dove si richiede all’Azienda di intervenire sull’antenna. In tanti Segretari prima di me hanno trattato la cosa. Il problema è che ce la fa Pedini? Qui il problema non è di che ce la fa o no. Il problema è che se fa male alla salute, si toglie. E’ inutile che facciamo quelli che vogliono governare un paese poi non prendono le decisioni conseguenti e poi gli uffici non fanno quello che devono fare”.

L’incendio Quindi l’incendio: “Poi succede come il 27, che arriva un picco di tensione tale nella centrale elettrica che comanda tutti gli apparati non a 220V, ma a 440V. Se malauguratamente un dipendente qualunque avesse toccato una spina e rimaneva folgorato? Sapete quale è la frase? ‘Si poteva evitare’. E io mi devo rendere complice dal secondo dopo di far tornare a lavorare, come avrebbe voluto qualche furbacchiotto anche dei miei colleghi, la gente in quello stabile? Ma io non ci penso neanche. Prima per volontà della Protezione civile, poi per volontà del Segretario di Stato. Perché la prima cosa è la sicurezza delle persone”. Ma questo, aggiunge Pedini Amati, non succede solo nel palazzo del Turismo. “Succede nelle scuole e in altri edifici pubblici… allora è bene che il mio collega Canti si metta in testa di fare una revisione seria degli immobili dello Stato e intervenga prima lì che sugli asfalti, sulle rotonde, sui bagni che costano 500mila euro o nelle perizie dell’ospedale 400mila euro date a Roma. Ok?”

Il governo cade o non cade Poi anche una considerazione politica non di poco conto. “Ma io ho l’impressione – dice Pedini Amati fuori dai denti – che qui si voglia portare a casa la riforma previdenziale, la riforma del lavoro e poi tutti a casa. Ma non ci sono solo queste in un Paese e in una azione di governo”.

Bordate su Banca Centrale e servizio bollettini che salta “E il BB il Rating che l’abbiamo perso perché le Banche non hanno fatto la cartolarizzazione? E domani – rivela Pedini Amati – che alle Poste verranno staccati i bollettini postali da una parte e dall’altra le ricariche telefoniche perché tra le due banche centrali di San Marino e Banca d’Italia non c’è ancora il Memorandum? Però la colpa sarà del segretario delle poste…

C’è un problema Poste italiane codice abi identificativo, le poste sammarinesi no. Abbiamo avuto una proroga di 4 mesi in cui Banca Centrale prima e poi la politica avrebbero potuto e dovuto risolvere il problema dei bollettini postali e delle ricariche… mi risulta che domani (oggi, ndr.) staccano il servizio”.

Convenzione Sinpar Poi entra anche sulla convenzione Sinpar del parcheggione. “E la Sinpar? Che avremmo dovuto chiuderla da due anni e mezzo e ci rimettiamo 400mila euro all’anno? Ho chiesto di rivederla da 2 anni e mezzo – dice il Segretario – avremmo già potuto risparmiare un milione e mezzo. No, non si può fare. Perché se la Sinpar la chiude Pedini è un altro risultato di Pedini. Ma se qualcuno non fa niente, quel qualcuno deve andare a casa. Io non accetto di essere criticato sul fatto, ma sul non fatto. Non posso essere arrabbiato che oggi lavoro nella macchina? Conoscevo un tempo il ministero senza portafoglio, ma non ho mai sentito parlare di un ministero sena sede. E’ la prima volta che c’è un ministro senza sede. Io ho dovuto prendere le ferie. C’è stato un corto circuito, è andata a fuoco una stampante, tre o quattro computer sono esplosi. Ci dicono che possiamo fare lo smart working… se accendiamo i computer…. Ma se sono esplosi! Posso essere arrabbiato sì o no?

La riunione del Congresso “Poi – aggiunge parlando dell’ultima riunione dell’Esecutivo nella quale rileva superficialità – ieri chiedo di fare un Congresso urgente perché forse avevo identificato una sede. L’unica possibile è Palazzo Graziani, ma non perché Pedini vuole andare lì che gli piace… Canti… No. Ti avevo chiesto di mettere a posto la sede di Glauco Sansovini che avevamo comprato un anno e mezzo fa o quella della contabilità, un anno e mezzo fa… la sede non c’è. Una sede dignitosa per un ministero dov’è? Non penserete mica che devo andare nel sottoscala, del sottoscala, del sottoscala perché son brutto e cattivo? Così non è accettabile. Non è più accettabile.

Ho chiesto di fare un Congresso urgente, c’erano i risolini quasi. Il Reggente Rondelli mi ha rivolto un improperio, che non si fa. E’ entrato nel merito della delibera, che non si fa. E io l’ho dovuta ritirare. E allora cosa vogliamo fare adesso? Adesso facciamo la verifica di governo perché Pedini ha fatto questa conferenza stampa e ha detto la verità? Vogliamo far cadere il governo perché Pedini vuol fare cadere il Governo? No, no. Adesso si trova una sede dignitosa. E l’unica è palazzo Graziani. E lunedì porto la delibera del Palazzo Graziani: costo 35mila euro all’anno. Il costo che andremo a pagare per scopi benefici della Onlus. Spenderemo sicuramente meno che ristrutturare qualsiasi cosa dello stato… che poi non ho mai capito perché i preventivi sono sempre da milioni di euro ogni volta che tocchi un immobile dello Stato”.

L’avvertimento ai colleghi “Abbiamo già perso due giorni. Allora, bisogna essere persone serie e conseguenti. Se si vogliono fare i risolini, continuiamo. Non si può trattare la cosa con superficialità. Io il mio lavoro l’ho fatto; fossi in qualcun altro farei un esame di coscienza”. Quindi aggiunge che la situazione in cui versa la sua Segreteria non è dignitosa e annuncia la presentazione della delibera per la sede lunedì. “Non accetterò che questa situazione vada avanti. Ho dei buoni motivi per dire che un governo così non ha senso che vada avanti. O ci mettiamo a fare le cose, al di là della riforma previdenziale e del lavoro, altrimenti è bene che questo governo vada a casa prima possibile”, conclude Pedini Amati.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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