Evasione fiscale a San Marino, due casi in Tribunale per complessivi 120.000 euro di imposta evasa.

Sotto accusa due ex amministratori di società sammarinesi. Redditi non dichiarati per un totale di oltre 700mila euro.

ANTONIO FABBRI – Due casi di evasione fiscale discussi ieri mattina in Tribunale, davanti al commissario della legge Simon Luca Morsiani. Entrambi sono relativi, secondo l’accusa, a cifre considerevoli di redditi non dichiarati e, di conseguenza, di imposta evasa. Il primo caso riguarda Gennaro D’Anna, 52enne residente a Verucchio il quale, amministratore della società sammarinese Casauto Srl, dal settembre 2013 e fino al 2017, è accusato di avere omesso di presentare la dichiarazione dei redditi relativa al 2014, evadendo così 34 mila euro di imposta, riferita a un reddito determinato in via sintetica dall’Ufficio Tributario per quell’anno pari a 200mila euro.

Nella mattinata di ieri è stato stilato l’elenco dei testimoni tra cui anche l’amministratore precedente al D’Anna. Il suo avvocato, Rossano Fabbri, ha infatti richiesto l’audizione evidenziando che, per la maggior parte dell’anno del quale si contesta il mancato pagamento delle imposte, amministratore era un altro soggetto. “Non si può non pagare, poi cambiare amministratore e scaricare sul nuovo le responsabilità pregresse, sarebbe troppo facile”, ha rilevato il legale. Circostanze che, dunque, visti i testimoni richiesti, andranno appurate nel corso del dibattimento. Ieri mattina è stato intanto ascoltato il Direttore del l’Ufficio Tributario, Davide Gasperoni, il quale ha fornito la data certa della avvenuta segnalazione, data dalla quale, secondo la legge, inizia a decorrere il termine di prescrizione. Data che, allo stesso tempo, non compariva tuttavia nel decreto di rinvio a giudizio. Per questo la difesa aveva chiesto la remissione degli atti in istruttoria, richiesta che non è stata accolta da giudice.

Il secondo caso di evasione fiscale entrato ieri in Tribunale vedeva imputato Mario Giuccioli, 63enne di Verucchio, titolare della “Gea – Progettazione manutenzione elettromeccanica”. L’uomo, secondo l’accusa, allo scopo di evadere le imposte in relazione l’anno 2016 aveva dichiarato costi non deducibili, contemplati in 50 fatture, emesse in quell’anno verso la società estera “Geb Cogitatio d.o.o”, società di cui lo stesso Giuccioli era amministratore. Fatture che quella stessa società, tra l’altro, non ha dichiarato come ricavi all’estero. Aveva inoltre messo in deduzione spese per carburanti che non erano tuttavia inerenti l’attività della ditta.

Secondo l’accusa, quindi, ha dichiarato un minore reddito imponibile pari a 346.343 euro, evadendo l’imposta dovuta per complessivi 62.578.

Allo stesso Giuccioli viene anche contestata l’evasione dell’imposta per l’anno 2017. Evasione, secondo l’accusa, operata con le stesse modalità dell’anno precedente e che ha visto un minor reddito imponibile paria a 155.330 euro per una imposta evasa di 26.406 euro. Oltre al procuratore del fisco, Roberto Cesarini, presente come parte del processo anche l’Eccellentissima camera, parte civile rappresentata dall’Avvocatura dello stato con l’avvocato Alessandra Belardini.

Il processo in entrambi i casi è stato aggiornato ad altra data, rispettivamente l’8 e il 14 novembre, per proseguire con l’audizione di testimoni e l’istruttoria dibattimentale e, non è escluso, per le conclusioni.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 17

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