San Marino. Repubblica Futura: “Quelli che parlano sempre chiaro”

“L’ormai mitica conferenza stampa del Segretario Federico Pedini, quella in cui parlava chiaro a tutti e batteva i pugni sul tavolo, a distanza di un paio di settimane si è trasformata amaramente in un momento “sbordato” (neologismo al quale ha ceduto anche la Tv di Stato) per cui l’auto nominatosi “ministro” ha chiesto scusa”.

Inizia in questo modo un comunicato stampa di Repubblica Futura.

E i computer esplosi? E il corposo staff di segreteria disperso e costretto a lavorare negli automezzi? E l’edificio non a norma? E la “tiroide venuta” a qualche dipendente a causa dell’antenna? E l’indispensabile trasferimento della Segreteria (non ancora ministero, ma per poco) a Palazzo Graziani? E le chiacchiere del Paese , i “dududu” inconcludenti, fatte solo in funivia?
Tutto sparito dinnanzi al timore di perdere una comoda poltrona in Congresso di Stato e le tante poltrone nello staff di Segreteria. Evidentemente qualcuno avrà spiegato al Segretario Pedini che, dopo gli strali, le sue rassicurazioni di non volere provocare una crisi di governo erano del tutto superflue. Tanto Lui, nel governo ed in Consiglio Grande e Generale, non conta nulla.
E l’incompetenza e la prepotenza del collega furbacchiotto Segretario Canti? E la rotonda inutile? E le costosissime consulenze romane del Segretario Ciavatta? E gli irrispettosi risolini dei colleghi del Congresso di Stato? E l’indebita ingerenza dell’ex Capitano Reggente Rondelli? Ed i risultati che, se non ci sono, “è meglio andare a casa?”
Tutto dimenticato dinnanzi al fascino, anche monetario, delle poltrone. Purtroppo, gli estimatori di quelli che “parlano chiaro”, anche se con un po’ di confusione e scarso rispetto per i ruoli istituzionali, hanno perso un loro punto di riferimento. Dovranno portare solo un po’ di pazienza. Infatti, dopo le tante sgrammaticature istituzionali messe in campo dall’attuale governo in questi tre anni, a cominciare dal festino di Via Gino Giacomini, ne arriveranno molte altre. Di sicuro ogni volta che il “ministro” aprirà bocca.
Nel frattempo, al Paese rimane un bilancio pubblico a rischio fallimento, gravemente declassato dall’agenza internazionale Fitch. Rimane un rapporto del Fondo Monetario Internazionale che, per chi abbia voglia di leggerlo, dice che non siamo messi malissimo salvo poi stilare un lungo elenco di misure ancora non adottate, senza le quali rischiamo grosso. Rimane un sistema sanitario pubblico sempre più in crisi, che abbina robot mirabolanti all’impossibilità di parlare direttamente al proprio medico curante. Rimane una Banca Centrale, costosissima, che vuole procedere ad altre assunzioni ed il cui presidente, da sola, si dà le pacche sulle spalle per non avere portato a casa un accordo con Banca d’Italia, per non avere risolto il problema dei famigerati NPL e per non avere sburocratizzato i procedimenti di adeguata verifica che comportano a chiunque montagne di carta. Rimarrebbe anche il “tana libera a tutti” del processo Conto Mazzini ma questo è un obiettivo ormai ampiamente raggiunto dall’attuale governo.
Non vorremo avere “sbordato” con queste considerazioni, ma noi non abbiamo intenzione di chiedere scusa.

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