Traffico illecito di anabolizzanti, il 36enne arrestato piantonato all’ospedale di San Marino

Traffico anabolizzanti, il 36enne arrestato piantonato in ospedale. L’uomo soffre di problemi di salute e questa mattina il commissario della legge dovrà valutare se la sua condizione sia compatibile con la custodia cautelare in carcere

ANTONIO FABBRI – Resta in stato di arresto, ma si trova piantonato all’ospedale per motivi di salute, il 36enne sammarinese M.G., arrestato la scorsa settimana nell’ambito di una vasta operazione per un traffico illecito di sostanze anabolizzanti e anche stupefacenti. L’uomo, che avrebbe problemi renali importanti, si trova dunque piantonato dagli agenti della Gendarmeria all’ospedale di Cailungo. Proprio questa mattina dovrà essere ascoltato dal Commissario della Legge che dovrà stabilire, con la consulenza di un medico, se la condizione della persona arrestata sia compatibile con la detenzione cautelare in carcere o se sia necessaria, invece, una misura alternativa, considerato che le indagini non sono terminate e, con tutta probabilità, persistono anche le esigenze cautelari. Oltre al sammarinese arrestato sale intanto a 16 il numero degli indagati a piede libero, accusati a vario titolo di essere implicati in questo imponente giro di sostanze illegali.

Le attività coordinate di Gendarmeria e Carabinieri dei Nas, con la direzione dell procura di Rimini, hanno interessato, oltre che San Marino, anche le province di Rimini, Roma, Pesaro-Urbino, Asti, Vicenza, Monza Brianza, Verbano-Cusio Ossola e Genova.

Sul Titano l’accusa principale è “attentato alla salute pubblica mediante la fabbricazione, corruzione, adulterazione, messa in circolazione di sostanze alimentari o medicinali”, prevista dall’articolo 242 codice penale sammarinese. Resta da capire, una volta terminate le indagini, dove si incardinerà il procedimento. E’ presumibile, vista la sua genesi, in Italia, ma appare ancora prematuro per dirlo con certezza. Nella disponibilità del 36enne, è stato rinvenuto un magazzino in cui erano stoccati ingentissimi quantitativi di nandrolone, steroidi anabolizzanti, testosterone, ormone della crescita e altre varie tipologie di sostanze anabolizzanti, il cui valore al dettaglio è superiore ai 2 milioni di euro. Una attività, dunque, parallela a quella ufficiale, un negozio di integratori e sostanze consentite di cui la persona arrestata era titolare. Gli ordini delle sostanze illegali venivano spediti normalmente tramite posta, come emerso dall’indagine che ha preso le mosse proprio dal monitoraggio delle spedizioni postali dirette in Italia dalla Repubblica di San Marino, già oggetto di precedenti sequestri per un ammontare di 2,5 kg di nandrolone (sostanza stupefacente e anabolizzante, rinvenuto all’interno di plichi di corrispondenza estera diretti al gruppo criminale). Solo nella giornata di venerdì della scorsa settimana M.G. aveva effettuato la spedizione di 30 plichi.

Oltre alle sostanze trovate nel magazzino del commerciante 36enne, sono stati trovati anche 300mila euro in contanti nella disponibilità dell’uomo, denaro che per gli investigatori è a sua volta indicativo dell’imponente giro d’affari che ruota attorno allo smercio di queste sostanze vietate, fortemente pericolose per la salute, come emerso dalle analisi chimico-tossicologiche effettuate che hanno evidenziato un ulteriore elemento di pericolosità riguardo alle sostanze poste in vendita, rappresentato sia dalla ricorrente realizzazione di miscelature tra più prodotti, sia dalla presenza di sostanze (come la sibutramina) bandite dal commercio poiché fortemente nocive e responsabili, in altre circostanze, di episodi di decessi, nonché di intossicazioni epatiche e renali.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo 

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