Morte Imen Naji, assoluzione a Forlì. A San Marino possibile il ne bis in idem.

Il processo sul Titano è fissato per il 28 settembre davanti al giudice Adriano Saldarelli

ANTONIO FABBRI – Arriva in udienza anche sul Titano, dopo che è stato già celebrato a Forlì, il processo per la morte di Imen Naji, la ragazza di origini marocchine appena 18enne, che l’8 gennaio 2018 fu vittima del tragico incidente nei pressi della Porta del paese, dove venne investita da un’auto. Per le gravi ferite riportate morì il giorno successivo all’ospedale Bufalini di Cesena. Per questo motivo, visto cioè il decesso in Italia, era stato aperto un fascicolo anche a Forlì per omicidio stradale.

Era stato quindi rinviato a giudizio il conducente dell’auto, Antonio Cavallari, che, difeso dall’avvocato Marco Martines, al termine delle udienze è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Non è stata riscontrata, dunque, la colpa a suo carico come causa del tragico incidente. La sentenza italiana è definitiva e i legali dell’uomo, che a San Marino è difeso dall’avvocato Gloria Giardi, avranno cura di trasmetterla all’autorità giudiziaria sammarinese.

Sul Titano quel fascicolo ha invece avuto un iter più travagliato tanto che, in controtendenza rispetto a quanto solitamente accade, questa volta è arrivata la sentenza definitiva prima in Italia che a San Marino. Sul Titano, dopo una prima fase nella quale l’inquirente, Simon Luca Morsiani aveva chiesto l’archiviazione, c’era stato il parere negativo e l’opposizione del Procuratore del fisco, che aveva rilevato come praticamente non fossero state svolte indagini salvo pochissimi atti. Il fascicolo, del quale a un certo punto si erano perse le tracce, tanto che il Pf, in una udienza parallela davanti ai garanti, disse testualmente “non si sa che fine abbia fatto quel fascicolo”, aveva poi cambiato Commissario della legge inquirente in seguito alla redistribuzione dei carichi di lavoro interna al tribunale. Dopo una ulteriore fase di indagini il commissario della legge Roberto Battaglino aveva disposto il rinvio a giudizio. (…)

Adesso, dunque, il caso arriverà in udienza davanti al giudice Adriano Saldarelli che ha fissato la prima udienza per il 28 settembre prossimo. Prima udienza che potrebbe essere anche l’ultima, considerato che, vista la sentenza italiana, il giudice sarà chiamato a valutare il ne bis in idem internazionale. Dovrà cioè valutare la circostanza che sugli stessi fatti di cui si discute a San Marino dove effettivamente avvenne l’incidente al quale conseguì la morte della ragazza, c’è stata già una pronuncia dell’Autorità giudiziaria italiana, che ha già valutato, e nel caso specifico assolto, lo stesso episodio che ora è all’attenzione del Tribunale del Titano.

E’ del tutto probabile, dunque, poiché è principio di civiltà giuridica che una persona non possa essere giudicata due volte per i medesimi fatti, che a San Marino non si proceda. Le valutazioni e la decisione, una volta ascoltate le parti, spetteranno tuttavia al giudice.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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