Informazione di San Marino: “Centrale del latte… alle ginocchia, un’altra consulenza per sapere quel che si sa già”

Prima la proroga per ultimare gli interventi sull’immobile; poi il rigetto delle proposte della Cooperativa per nuovi soci e il lancio di un bando. Adesso l’incarico a un consulente per le problematiche di gestione.

ANTONIO FABBRI. Tralasciando le delibere pregresse, gli aiuti di Stato, la storia infinita della Centrale del latte, le proteste per cederla e la strumentazlizzazione politica per affossare una operazione di cessione che sarebbe stata, invece, la fortuna del Paese, degli allevatori e della collettività, perché in uno Stato come San Marino non ci sono i numeri per reggere una Centrale del Latte con tutti i crismi… ecco, tralasciando tutto il pregresso, dall’inizio dell’anno sono già state fatte dal governo tre delibere relativamente alla Centrale del latte.

Una per una proroga, una per bocciare un progetto, una per appioppare l’ennesima consulenza che, con tutta probabilità, dirà ciò che si sa già.

Un gioco al rilancio infinito da far venire, è il caso di dirlo, il latte alle ginocchia.

Comunque, il 17 gennaio 2022 il Congresso di Stato ha emanato una delibera che prorogava i termini alla Cooperativa Agricola Latte Sammarinese: “al 30 giugno 2022 del termine per la realizzazione degli interventi edilizi sull’immobile di proprietà del’Ecc.ma Camera, concesso in uso alla Cooperativa Agricola Latte

Ebbene, poco dopo, il 31 gennaio, il Congresso di Stato emanava una ulteriore delibera, la numero 41, nella quale bocciava, anche in malomodo, una proposta della Cooperativa Agricola Latte sammarinese. Quella delibera, infatti, riscontrava “perdite di esercizio” e poneva dubbi “sul corretto utilizzo dei finanziamenti erogati e sulla capacità di restituzione degli stessi in attuazione di quanto stabilito dalla delibera della Commissione per la Cooperazione Agricola”. Riscontrava anche che non era possibile l’allargamento della Cooperativa a nuovi soci esterni, come proponeva la Cooperativa stessa, e poneva dubbi anche sulla possibilità di continuare ad avere una fornitura di latte interno, considerato che il maggiore produttore, uno dei soci fondatori, ha lasciato la Cooperativa convertendo “la propria attività imprenditoriale agricola, dal settore latte a quello della carne”.

Questo aveva fatto riscontrare al Governo il rischio del venir meno di una filiera produttiva con latte autoctono, considerato anche che i soci che proponeva la Cooperativa, non erano produttori di latte. Tutte premesse che per “evitare che l’Erario si assuma le perdite conseguenti alle accertate criticità legate alla gestione economica della Cooperativa Agricola Latte Sammarinese”, hanno fatto rigettare all’Esecutivo la proposta della Cooperativa.

Allo stesso tempo l’Esecutivo aveva messo avanti e fissato in delibera l’idea di un bando pubblico per la concessione in uso dell’immobile. In seguito all’eventuale esito positivo del bando, il governo si riservava la possibilità di “una nuova convenzione con il contraente individuato”.

Insomma, bocciata la proposta della Cooperativa Agricola Latte Sammarinese, l’intenzione dell’Esecutivo pareva quella di non voler mettere più alcun centesimo nell’immobile e nella questione Centrale del latte; quindi fare un bando per chi volesse procedere ai necessari interventi, o la Cooperativa o altro soggetto, acquisendo in sostanza immobile e attività. La decisione pareva definitiva.

Ma a San Marino, evidentemente, soprattutto quando di mezzo ci sono equilibri mutuati dal consenso e dall’opportunità politica, non c’è decisione meno definitiva di una decisione definitiva. Così con delibera del 25 aprile il Congresso di Stato che cosa ha fatto? Pare aver riaperto i giochi. Il bando non lo ha ancora sostanziato, ma ha autorizzato una consulenza da 4.500 euro al dott. Pietro Cesare Carlesi per approfondire le “problematiche legate alla gestione della Centrale del Latte”. Per questo “occorre individuare una professionalità con competenze specifiche nella gestione, amministrazione e sviluppo di Centrali del Latte”. Persona individuata, appunto, nel dott. Carlesi.

La decisione deriva dal fatto che il 7 febbraio scorso il Segretario al Territorio Stefano Canti aveva inviato una nota per condividere con la Cooperativa le condizioni del famigerato bando; la Cooperativa aveva manifestato la volontà di iniziare trattative per un nuovo gestore, come aveva avanzato nella proposta poi bocciata dal Governo. Il 20 aprile, però, nonostante la delibera di bocciatura dell’Esecutivo, la Segreteria aveva chiesto dettagli su eventuali accordi commerciali con società di diritto sammarinese relativi alla proposta bocciata, ma la Cooperativa aveva negato la documentazione richiesta.

Poiché detti accordi, secondo la delibera del 25 aprile, potrebbero incidere sull’emissione del bando, il governo ha quindi deciso di affidare una consulenza per “ulteriori verifiche e approfondimenti delle problematiche legate alla gestione economica della Cooperativa al fine di verificare i dati del bilancio dell’anno 2021, le possibili modalità di restituzione dei mutui agrari ricevuti, l’impegno assunto dai soci di ripianare il disavanzo accumulato in bilancio, le prospettive di sviluppo del piano industriale, nonché di valutare se l’attività della Cooperativa rientri o meno nello spirito della cooperazione così come normato dalla legge”.

Ed ecco che, a quanto pare, tutto riparte daccapo per capire quello che di fatto si sa già, e cioè che con i numeri di San Marino una attività come quella della Centrale del latte non è sostenibile, a meno di un piano industriale che apra le porte all’esterno. Stesse cose che si dicevano già una decina di anni fa. Ma tant’è…

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

 

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