San Marino. Conto Mazzini, le difese chiedono la revoca di tutte le confische

Procura fiscale e parte civile chiedono di dichiarare inammissibili i ricorsi e di confermare la sentenza di appello.

ANTONIO FABBRI. Conto Mazzini, celebrata ieri l’udienza di Terza istanza, davanti al giudice Oliviero Mazza. Obiettivo dei ricorrenti quello di ottenere la revoca della confisca e, in taluni casi, anche una pronuncia più favorevole di assoluzione rispetto a quella di proscioglimento per prescrizione pronunciata in appello per il capo di imputazione dell’associazione a delinquere.

Ieri gli interventi delle parti, Parte civile, Procura fiscale e avvocati difensori, in funzione del ricorso per la confisca senza condanna, reso possibile dopo l’approvazione da parte della maggioranza in Consiglio di una nuova norma di procedura penale per introdurre il terzo grado nel processo sammarinese e che, soprattutto, tra i motivi di ricorso ha introdotto proprio quello per richiedere la restituzione del denaro in caso di confisca senza condanna, appunto.

Il primo nodo da sciogliere è quello dell’ammissibilità dei ricorsi, considerato che la nuova legge è entrata in vigore quando la sentenza di appello era stata già pubblicata, ma allo stesso tempo non erano ancora decorsi i sessanta giorni dalla pronuncia, termine previsto per l’impugnazione in Terza istanza. Gli interventi della parti di ieri, infatti, si sono dapprima incentrati proprio sull’ammissibilità e poi sulla questione di merito delle confische.

La procura fiscale e la Parte civile Tutti gli interventi delle parti sono stati piuttosto sintetici, considerando le copiose memorie alle quali avvocati e parti si sono rifatti.

“Ci rimettiamo alle argomentazioni svolte – ha detto l’avvocato Sabrina Bernardi che assieme alla collega Simona Ugolini rappresenta l’Eccellentissima Camera – chiediamo che il ricorso venga respinto perché non ammissibile e perché sostanzialmente infondato. Richiesta che vale per tutti i ricorsi”.

Anche il Procuratore del fisco Roberto Cesarini si è richiamato alle proprie memorie, stilate dalla collega Giorgia Ugolini. “Si chiede l’inammissibilità del ricorso. E’ un punto nodale. L’articolo 199 bis del codice di procedura penale è entrato in vigore dopo che era già stata data lettura della sentenza che, dopo la lettura appunto, assume immediata efficacia esecutiva. Quindi la sentenza numero 26 del 2022 era già passata in giudicato quando ancora la nuova legge non era assolutamente in vigore.

Diversamente tutti avranno titolo di adire il giudice di terza istanza su giudicati definitivi e che hanno trovato una definizione”. Il Pf ha quindi chiesto l’inammissibilità del ricorso rifacendosi alle memorie già depositate.

La difesa Bruscoli Il primo caso trattato è stato quello di Gianluca Bruscoli difeso dagli avvocati Alessandro Cardelli e Maria Antonietta Pari. L’avvocato Cardelli ha depositato un decreto con il quale il giudice delle esecuzioni, a luglio scorso, ha sospeso l’esecutività della sentenza Mazzini impugnata, proprio in attesa della pronuncia del giudice di Terza istanza. “Riteniamo che il ricorso sia assolutamente ammissibile, dal momento in cui la norma costituzionale prevedeva quel rimedio. Ancora di più perché il ricorso è stato presentato entro i sessanta giorni dalla pronuncia di secondo grado. In più – ha aggiunto l’avvocato Cardelli – il giudice delle esecuzioni ha ritenuto di sospendere il provvedimento del passaggio in giudicato di quella sentenza. Quindi sulla ammissibilità non c‘è dubbio. Sulla fondatezza del ricorso per Bruscoli, questo verte principalmente sul fatto che non vi sia stato adeguato riferimento e motivazione nella condanna per Bruscoli. Chiediamo che venga rivista la sentenza con una assoluzione con formula piena, in via subordinata dubitativa, o pronunciata in ulteriore subordine la prescrizione, perché riteniamo non applicabile a Bruscoli l’aggravante dell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria, che il nostro assistito non esercitava”. “Questo processo è nato male – ha aggiunto l’avvocato Maria Antonietta Pari – anzi in ritardo, nel tentativo di trasformare condotte corruttive in condotte di riciclaggio. Nessuna condotta di Bruscoli è penalmente rilevante. Bruscoli non conosceva i mandati fiduciari, andava alla finanziaria una volta al mese in qualità di socio, eppure è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di prigionia. Gli viene applicata una aggravante che nel suo caso non è apllicabile. Addirittura subisce una condanna superiore al direttore della finanziaria e non si capisce per quale motivo. Ci troviamo condannati perché, si dice, non poteva non sapere”. Anche l’avvocato Pari ha quindi chiesto l’assoluzione.

La difesa Roberti Per Giuseppe Roberti è intervenuto Rossano Fabbri. “Quella sentenza che ha dichiarato la prescrizione del procedimento, non è idonea a creare il titolo per procedere alla confisca. Non si tratta infatti di una prescrizione maturata nel processo, ma è stato riconosciuto che l’indagine non doveva neppure iniziare perché le condotte erano prescritte da prima. E questo anche grazie all’intervento del Collegio Garante che ha mutato la natura, voluta dalla giurisprudenza, del riciclaggio che non è reato permanente, neppure il riciclaggio per occultamento, come queste difese sollevavano da dieci anni. Il mio assistito, Giuseppe Roberti, è stato dipinto come un vero e proprio satanasso, come un mostro di questo Paese, e invece non è così. Ci sono state Commissioni di inchiesta in Consiglio e ci sono dei procedimenti pendenti che si incaricheranno di ricostruire quello che è accaduto”.  Si è quindi rifatto alla memoria depositata chiedendo la revoca delle confische.

Difesa Podeschi e Mularoni L’avvocato Stefano Pagliai è intervenuto, con le stesse argomentazioni, per entrambi gli assistiti, Claudio Podeschi e Pier Marino Mularoni.

Innanzitutto ha sostenuto l’ammissibilità del ricorso. “Deve valere la norma più favorevole, perché abbiamo a che fare con norme processuali ad effetto sostanziale. Bisogna guardare l’incidenza sui diritti fondamentali. Qualora il dubbio non venisse sciolto, si potrebbero aprire scenari per incostituzionalità dell’articolo 199bis”.

Anche Pagliai rimarca che sulla sentenza di appello ha inciso la sentenza dei Garanti che ha rivoluzionano la giurisprudenza, anche sul reato di riciclaggio per occultamento. E sulla confisca ritiene che nella sentenza di appello si faccia “un ragionamento generale, senza che sia stata raggiunta la prova che quei beni siano di provenienza illecita”. Chiede quindi la revoca della confisca.

La difesa Tortorella L’avvocato Caterina Filippi per Nicola Tortorella, ha invocato a sua volta, quanto all’ammissibilità del ricorso, la necessità di applicare la norma più favorevole al reo. “Non è una norma solo processuale, ma ha effetto sostanziale come rimarcato anche dall’avvocato Pagliai”, ha detto l’avvocato Filippi richiamandosi alle conclusioni già depositate per iscritto.

La difesa Marcucci L’avvocato Marino Federico Fattori per Gian Marco Marcucci, nel richiamarsi integralmente alle conclusioni e dando per scontata l’ammissibilità ha aggiunto: “Mi preme che l’avvocato Marcucci, prosciolto dal capo 1 della cosiddetta associazione a delinquere, sia invece assolto, con una formula più favorevole. Affinché oggi si veda ridare la sua dignità umana e professionale. Marcucci ha semplicemente esercitato la propria attività professionale e ribadiamo le doglianze espresse: l’accusa non è provata verso l’avvocato Marcucci. Non ha mai partecipato ad alcuna associazione a delinquere. Anche sulla confisca: questa nell’ordinamento sammarinese ha natura di sanzione penale e non di misura di sicurezza. Pertanto mancando una decisione penale di colpevolezza, non può essere applicata.

La difesa Menicucci L’avvocato Maria Selva, difensore di Pier Marino Menicucci, presente in aula, ha insistito sulla ammissibilità del ricorso “perché non vi è dubbio alcuno che una norma che introduce la possibilità di un ricorso sia più favorevole delle norme in vigore e va pertanto applicato il principio del favor rei. Sulla legittimità della confisca senza condanna, va detto che non può stare in piedi laddove il riciclaggio non è più riconosciuto come reato permanente”. Ed ha quindi chiesto l’accoglimento del ricorso.

La difesa Moretti Per Luigi Moretti è intervenuto l’avvocato Alfredo Nicolini “Moretti è stato imputato di tre capi: associazione a delinquere e due episodi di riciclaggio, autoriciclaggio. Per il primo è stata dichiarata la prescrizione, per gli altri due il giudice di secondo grado lo ha assolto perché non punibile all’epoca dei fatti. Le confische a carico di Moretti sono però state disposte per i capi per cui è stato assolto e non per quello andato in prescrizione. Quindi dal mio punto di vista siamo di fronte a un paradosso: le confische seguono le soluzioni. Per questo chiediamo di intervenire sulla sentenza di appello perché riteniamo quanto stabilito non possa essere ammissibile”.

La difesa Felici L’avvocato Pier Luigi Bacciocchi per Claudio Felici ha affermato, circa l’ammissibilità: “Credo che chi ha fatto la legge del marzo 2022 sapesse due cose: che c’era confisca senza condanna e che lei sarebbe stato giudice di questo procedimento. Penso che Procura fiscale e Parte civile dovessero prendere atto che c’era l’espressa volontà di sottoporre a giudizio quella sentenza. Possiamo negare a degli imputati condannati il 10 di marzo che non si applica loro una legge del 17? Che solleva dubbio sulla confisca? Non credo. Vale il principio del favor rei”. Quindi nel merito ha affermato: “Felici non ha fatto assolutamente niente che non fosse stato previsto ex-ante, dal partito o dal consiglio. Quindi non ha compiuto nessun atto contrario ai doveri di ufficio. Quindi va assolto con la formula più ampia”. Quanto alla confisca, in caso di conferma, ha chiesto di riconsiderarne l’entità, alla luce del fatto che in buona parte quei fondi contestati, 200 mila euro, furono utilizzati dal partito.

Per tutti i ricorsi, il giudice Oliviero Mazza si è riservato di decidere nel termine di 90 giorni previsto dalla legge.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

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