L’Informazione di San Marino: “Silenzio di tomba dopo la sfuriata di Pedini Amati e le criticità elencate”

Silenzio di tomba dopo la sfuriata di Pedini Amati e le criticità elencate. Uscita del segretario al Turismo non proprio in linea con il codice di condotta che lo stesso Congresso di Stato ha adottato lo scorso 29 giugno con la delibera numero 16

ANTONIO FABBRI – Silenzio di tomba. All’indomani della sfuriata dal segretario di Stato al Turismo, Federico Pedini Amati, sulla questione della segreteria senza sede ma anche su diverse problematiche delicate trattate dal Congresso di Stato, operative e politiche, nessuno dei colleghi di governo ha detto una parola. Neppure dalla Reggenza, anch’essa tirata in ballo, il cui mandato tra l’altro finisce oggi e può darsi che subito dopo Sua Eccellenza Rondelli qualcosa da dire ce l’abbia. Neppure, ancora, dai partiti di maggioranza, mentre, dall’opposizione, per ora è intervenuta solo Repubblica futura. dunque che si voglia fare spallucce, occorrerà vedere che cosa succederà lunedì, con il segretario di Stato al Turismo che ha lanciato l’aut aut sulla delibera che porterà per trovare collocazione alla sede del suo “ministero” a palazzo Graziani.

Il Paese intanto è diviso tra chi ritiene che abbia fatto bene a fare saltare il tappo e chi, invece, pur condividendo alcuni aspetti, è molto perplesso sia per le modalità con cui l’esponente di governo si è espresso, sia perché le cose che ha contestato (rotonda, bagni, consulenza per l’ospedale e quant’altro) sono state pur sempre deliberazioni anche dallo stesso avallate nell’organismo collegiale di cui fa parte. Ma il nodo politico è innegabile, in un governo, e in una maggioranza, dove a quanto pare ciascuno va per conto suo. Lo rileva l’ex Segretario di Stato Marco Podeschi. “Pare di capire – commenta in un post – che lo Stato, che ha decine di immobili, andrà in affitto per dare una sede a una Segreteria di Stato ospitata in macchina. Risolini in Congresso di Stato e menefreghismo; uno stato mentale per affrontare i giganteschi problemi del prossimo inverno. In un Paese normale, dopo uno show del genere, ci sarebbe un immenso problema politico e istituzionale anche rispetto al codice deontologico del Congresso di Stato”.

E in effetti, a leggere il codice deontologico adottato con delibera numero 16 dello stesso Congresso di Stato giusto il 29 giugno scorso, qualche riflessione va fatta. Probabilmente non se ne curerà nessuno – anche perché i codici deontologici vengono sempre buoni quando sono invocati per gli altri e mai per se stessi – sta di fatto, però, che questo stesso Governo ha stabilito, all’articolo 9 del proprio codice, che “Il Segretario di Stato è tenuto a fare un uso utile e responsabile delle informazioni di cui viene a conoscenza in ragione del proprio incarico. Si astiene dal divulgare il contenuto dei dibattiti del Congresso di Stato”.

E ancora: “I membri adempiono all’obbligo di lealtà verso il Congresso di Stato e di riservatezza nell’esercizio delle loro funzioni. Essi agiscono e si esprimono con la moderazione richiesta dalla loro carica”.

Non c’è dubbio, al di là del merito, che la moderazione, nell’uscita di giovedì del Segretario al Turismo, sia un filino mancata.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

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