San Marino. Sentenza Re Nero, ricadute politiche inevitabili

Sentenza Re Nero, ricadute politiche inevitabili

ANTONIO FABBRI – La vicenda della conferma della condanna a carico dell’ex presidente di Asset Stefano Ercolani nell’ambito del caso “Re Nero”, che ha visto la Corte di Cassazione avallare di fatto l’impianto accusatorio dei precedenti due gradi di giudizio compresa l’aggravante della transnazionalità del riciclaggio, ha inevitabilmente dei risvolti di ordine politico a San Marino. Così come li ebbe nella genesi delle indagini nel lontano 2008, non potrà non averli oggi.

All’epoca la vicenda portò alle dimissioni del primo presidente di Banca Centrale, Antonio Valentini (circostanza riportata anche nella relazione della recente commissione di inchiesta, pag. 24) e a tutta una serie di vicissitudini giudiziarie che alzarono l’attenzione e la tensione da parte della procura di Forlì e della Banca d’Italia sul sistema sammarinese. Allora come oggi i risvolti politici sono evidenti ed inevitabili.

E’ un dato di fatto che la vicenda Asset sia uno dei pilastri posti alla base della nascita e dell’azione dell’attuale governo e della attuale maggioranza. Oltre all’intesa sulla giustizia, per quella che è stata definita una azione di epurazione del tribunale, è innegabile che il governo e la maggioranza poggino la propria azione anche su Asset Banca, che ha sostenuto la stessa compagine di governo quando era all’opposizione ed ha continuato a farlo per portare l’attuale compagine governativa alla guida del paese. E’ rimasta nei verbali del Consiglio la frase del consigliere Alessandro Cardelli che affermò nel maggio 2017: “Asset Banca è proprietaria di un giornale che in campagna elettorale ha ovviamente finanziato una parte politica che non è simpatica a questa maggioranza”.

Già da allora quando era all’opposizione l’affinità dell’attuale compagine governativa con Asset era dunque forte e si è in seguito consolidata vedendo aggiungersi fino ad oggi molti avvocati difensori, politici e anche propriamente detti, a perorare in Consiglio la causa di Asset, che non è scemata con la liquidazione della banca. Dalla Dc a Rete, da Npr a Motus, il caso “Re Nero” era stato quasi accantonato, tenuto in un angolo e nascosto dalle istanze per la assoluta demonizzazione del commissariamento e liquidazione coatta di quella banca, più volte definita “sana”, con una azione politica e propagandistica che è parsa voler trascurare gli elementi di criticità presenti e quelli di transnazionalità delle distorsioni, riemersi prepotentemente venerdì scorso con la sentenza della Cassazione.

Ora, sia le questioni che riguardano la responsabilità penale personale e della condanna alla reclusione di un cittadino sammarinese, sia quelle relative alla responsabilità delle persone giuridiche, ricadono pesantemente sulla linea che ha tenuto e vorrà tenere lo Stato di San Marino e il suo attuale governo, considerato inoltre che in quel processo, non è un dato secondario, ci sono come parti civili soggetti istituzionali italiani che non sono da trascurare nei rapporti tra i due stati, come Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 18

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