Conto Mazzini, terza istanza per riavere i soldi confiscati: si comincia il 23 maggio

Come per la decisione dei garanti, a fare da apripista saranno due “casi pilota”

ANTONIO FABBRI – Le nuove norme sulla procedura penale adottate dalla maggioranza vedono già una pioggia di ricorsi in Terza Istanza, grazie soprattutto alla norma inserita ad hoc che prevede la possibilità di chiedere indietro i soldi, pur riconosciuti di provenienza illecita in due gradi di giudizio, qualora sia intervenuta confisca senza condanna.

E’ il caso del Conto Mazzini, dove pressoché tutti gli imputati hanno fatto ricorso – ad eccezione, a quanto si sa, di Stolfi e Lonfernini – ed è il caso dei cosiddetti “processi pilota”, che hanno già fatto da apripista davanti al Collegio Garante per le assoluzioni poi intervenute nel processo Mazzini.

Si tratta dei casi Scaringella e Castelli. Proprio nel ricorso di costituzionalità di questi due casi il Collegio Garante ha mutato la giurisprudenza consolidata, di fatto stabilendo che il riciclaggio per occultamento sia reato a consumazione istantanea.

Questa interpretazione ha fatto decadere le imputazioni, sia nel confronti dei due ricorrenti, ma poi a cascata nei confronti degli imputati del Mazzini. Di seguito le vicende di Castelli e Scaringella sono tornate dal giudice di appello che ha assolto dai reati, in funzione della decisione dei Garanti, ma avendo accertato la provenienza illecita del denaro ha confermato la confisca, 451.168,45 euro provenienti da reati contro il patrimonio e associazione a delinquere, per Marco Scaringella; circa 236.000 euro, ritenuti illeciti perché distratti dal dissesto di due società, per Giuseppe Castelli. Nel frattempo, inoltre, la maggioranza ha adottato le nuove norme di procedura penale, introducendo di fatto la possibilità di richiedere indietro anche i soldi di origine illecita in caso di confisca senza condanna. Legge che, entrata in vigore, ha visto i legali dei due casi cosiddetti “casi pilota”, gli avvocati Gian Luca Micheloni e Maurizio Simoncini, presentare ricorso in terza istanza, non essendo ancora decorso, all’entrata in vigore della nuova legge, il termine di sessanta giorni dalla decisione di appello. Quindi il 23 maggio i due casi saranno discussi da- vanti al giudice di Terza Istanza Oliviero Mazza. Così, come per il “colpo di spugna” sul Mazzini, anche in questo caso faranno da “apripista” per le decisioni, in un senso o nell’altro, sulla restituzione del denaro riconosciuto di provenienza illecita in due gradi di giudizio.

In primis, faranno da apripista sulla ammissibilità del ricorso, dato che questa sarà la prima cosa che il giudice Mazza dovrà valutare. Una volta valutato eventualmente ammissibile, il ricorso entrerà nel merito della illiceità del denaro e deciderà se sia da restituire o meno. Ecco perché questi due casi faranno nuovamente da apripista al Mazzini, che vedrà la prima udienza sui ricorsi il prossimo 13 giugno, per le posizioni di Gian Luca Bruscoli e Nicola Tortorella, tra l’altro gli unici che si sono visto confermare la pena detentiva in appello, rispettivamente a 6 anni e 8 mesi e a 6 anni e 4 mesi.

Poi verranno fissate le udienze di terzo grado degli altri ricorrenti del Mazzini che chiedono la revoca delle confische e la restituzione del denaro.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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