L’Informazione di San Marino: “La sentenza dei Garanti travolge anche il processo dei soldi della ‘ndrangheta”

Riciclaggio per occultamento reato istantaneo, si rischia la prescrizione. In ballo 1,3 milioni dell’azzardo.

ANTONIO FABBRI – La sentenza del Collegio Garante dell’agosto dello scorso anno travolge, dopo il Mazzini, anche altri processi importanti e gravi che hanno fatto emergere la presenza a San Marino del denaro di esponenti della ‘ndrangheta, in particolare derivante dal gioco d’azzardo. Motivo? L’avere mutato, dopo un decennio di consolidata giurisprudenza, l’interpretazione della natura del reato di riciclaggio per occultamento, inquadrandolo non più come permanente, ma come istantaneo. Questo fa sì che il decorso della prescrizione parta dal momento in cui il denaro è stato occultato e non da quando venga scoperto. Nel caso specifico l’ultimo atto in cui venne portato il contante riconducibile al boss Nicola Femia, oggi collaboratore di giustizia, risale al 2010. Accusati del riciclaggio di quei denari occultati sul Titano, nel processo che ha visto ieri l’udienza di appello, la figlia Guendalina Femia e il compagno, Giannalberto Campagna. I due in primo grado sono stati condannati a 4 anni e 6 mesi ciascuno, a una multa di 200 euro e alla confisca della somma di 14.598,45 euro. Disposta, inoltre, la confisca per equivalente di denaro, beni o altre utilità, fino alla concorrenza della somma di 1.298.498,53.

La Procura fiscale Il Procuratore del fisco, Giorgia Ugolini, ha chiesto la conferma integrale della sentenza di primo grado. Ha sottolineato che negli anni tra il 2007 e il 2010, dai due imputati vennero portati a San Marino denari per complessivi 1.300.000 euro, con una media di circa 50mila euro al mese. “Qui si tratta di un classico caso di riciclaggio familiare”, ha detto. La Pf ha poi rilevato: “Inizialmente in questo caso non risultava ci fossero problemi di prescrizione, che sarebbe maturata al dicembre 2022. Con la sentenza del Collegio Garante questo aspetto potrebbe sicuramente essere messo in discussione. La Procura fiscale, pur chiedendo la conferma della sentenza di primo grado, rimette questo aspetto alla valutazione del giudice. Qualora decidesse per la prescrizione, la Procura fiscale chiede comunque di disporre la confisca delle somme attesa la natura illecita delle stesse”.

La difesa L’avvocato Rossano Fabbri ha dal canto suo invocato, invece, l’applicazione della sentenza dei Garanti che potrebbe influire su due aspetti. Il primo: qualora alla luce anche delle sentenze italiane sul caso “Black Monkey”, si dovesse riconoscere il concorso nel reato presupposto dei due imputati, come per il Mazzini andrebbe applicata l’interpretazione dei Garanti nel senso del proscioglimento poiché l’autoriciclaggio non era reato all’epoca dei fatti. La seconda: qualora si dovesse ritenere che vi sia stato riciclaggio e non autoriciclaggio, “sulla base della sentenza dei Garanti che hanno inquadrato il riciclaggio per occultamento come reato a consumazione istantanea, andrà dichiarata la prescrizione sostanziale del reato, già estinto nel 2021”, ha detto l’avvocato Fabbri. Il legale ha comunque sostenuto che vi siano, a suo avviso, “anche elementi per una assoluzione nel merito per insufficienza di prove in ordine all’elemento soggettivo e oggettivo del reato. Se non dovesse ravvisarsi l’assoluzione nel merito – ha aggiunto – i fatti andranno reinterpretati sulla scorta della nuova giurisprudenza, pertanto anche la confisca per equivalente andrebbe revocata”.

Il giudice Francesco Caprioli si è riservato la decisione nei termini di legge.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 19

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