Matteo Messina Denaro arrestato. Collegato, una volta, con un professionista di San Marino?

Quello strano sospetto, mai chiarito nella Commissione Antimafia di San Marino

È stato arrestato all’interno di una clinica privata di Palermo. Era latitante dal 1993

Nel 2017 non fu  “ammessa, infatti, l’interpellanza che chiedeva di fare luce su una indagine dell’Antimafia italiana su presunti rapporti tra un non meglio precisato professionista sammarinese e soggetti vicini al super latitante boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. L’interpellanza era stata presentata dai consiglieri Roberto Joseph Carlini, Fabrizio Francioni, Matteo Ciacci ed Emmanuel Gasperoni, membri di maggioranza della Commissione Consiliare Antimafia”.

I consiglieri firmatari si erano spinti a chiedere: “Se corrisponde al vero che dalle attività investigative condotte dalle forze dell’ordine in seguito alla richiesta sia emerso che le e-mail scambiate originavano da un profilo riconducibile ad un professionista sammarinese, del quale chiediamo le generalità facendo emergere i contatti“.

“Il sistema è ancora marcio” aveva scritto nell’occasione  Teodoro Lonfernini. Non era infatti la prima volta che si parlava di collegamenti sospetti. Anche il prof. Giulio Tremonti  accennò, in una intervista a San Marino Rtv,  a  “troppe infiltrazioni mafiose“. Qui anche per Francesco Vallefuoco – se non ricordiamo male – non ci sono stati problemi. O per la ‘ndrangheta o la camorra.

L’interpellanza   fu dichiarata inammissibile “dall’Ufficio di Segreteria del Consiglio Grande e Generale in data 12 luglio 2017 in quanto riguardante atti e fatti non riferibili al Governo, bensì ad organi ed autorità diverse rispetto a cui devono essere garantite le necessarie condizioni di riservatezza e pertanto per la volontà di non andare ad interferire con tali attività”.

 

Foto Rai News

Il  Procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha coordinato con il procuratore aggiunto Paolo Guido l’operazione che ha portato all’arresto dell’ex primula rossa, su Rai Radio1:  “Per noi è una cosa di estrema importanza. Per la Repubblica che ha dei doveri da adempiere nei confronti dei suoi martiri la cattura di Matteo Messina Denaro ha un’importanza storica perché era l’unico stragista rimasto in libertà, un debito che abbiamo cercato di onorare e ci siamo riusciti“.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia”.

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