San Marino. Inerzia, prescrizione e denegata giustizia per le parti lese: Il caso alla Grande Chambre

San Marino. Inerzia, prescrizione e denegata giustizia per le parti lese: Il caso alla Grande Chambre

La precedente pronuncia della Cedu aveva stabilito il risarcimento per le parti civili da parte dello Stato. L’Avvocatura ha impugnato la decisione. Oggi l’udienza a Strasburgo.

ANTONIO FABBRI –  Parti civili penalizzate dall’inerzia dell’inquirente che ha causato la prescrizione dei reati contestati e quindi all’impossibilità delle vittime di chiedere il ristoro civile per il quale si erano costituite nel procedimento: il caso arriva davanti alla Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’uomo .

Questa mattina alle 9 e 30 è infatti fissata l’udienza davanti al più alto organo della Corte di Strasburgo, la Grande Camera appunto, dopo che la seconda sezione della Corte dei diritti umani aveva dato ragione ai ricorrenti e condannato lo Stato di San Marino a un risarcimento di complessivi 15mila euro.

Ma al di là del risarcimento a pesare è il principio che la Cedu ha posto: ovvero che la denegata giustizia può essere invocata anche dalle parti lese, costituite parte civile, che per l’eccessiva durata del processo e la conseguente prescrizione, non siano stata in grado di ottenere il risarcimento potenzialmente loro spettante.

A fronte di tale decisione l’Avvocatura dello Stato di San Marino è ricorsa alla Grande Chambre. All’Avvocatura del Titano, inoltre, è andata in appoggio anche quella dello Stato italiano che, se passasse il principio sancito dalla seconda sezione Cedu con 4 voti a favore e tre contrari, si troverebbe in una situazione molto pesante per quanto riguarda i potenziali risarcimenti che oltre confine potrebbero essere richiesti da tutte le parti civili che si sono viste prescrivere i procedimenti in cui erano vittime. Il ricorso alla Grande Chambre è quindi stato ammesso e l’udienza pubblica si celebrerà questa mattina. A Strasburgo, a rappresentare i ricorrenti, ci sarà l’avvocato Rossano Fabbri, mentre per lo stato l’Avvocatura.

La decisione impugnata La decisione della Seconda sezione Cedu rileva come l’inerzia dell’inquirente abbia ha portato alla prescrizione del reato e, di conseguenza, abbia penalizzato le parti lese che avevano chiesto la costituzione di parte civile e, dunque, una pronuncia penale legata alla loro richiesta di risarcimento. I ricorrenti si sono così rivolti a Strasburgo, assistiti dagli avvocati Rossano Fabbri e Marino Federico Fattori, sostenendo di essere stati penalizzati nelle loro pretese civili a causa dell’inerzia dell’autorità giudiziaria che ha portato all’interruzione del procedimento penale. Il governo, tramite l’avvocatura, ha affermato che i ricorrenti avrebbero comunque potuto procedere civilmente e che non è detto che il giudizio penale sarebbe stato di colpevolezza. La Corte ha però osservato che “non è contestato che le indagini penali, nelle cause in esame, fossero state sospese a causa della totale inattività Commissario della legge. Ne consegue che la mancata considerazione delle pretese di parte civile dei ricorrenti era dovuta a circostanze esclusivamente imputabili all’autorità giudiziaria, che ha portato alla prescrizione dell’accusa”. Secondo la Corte, “in circostanze così estreme, interamente imputabili alle autorità giudiziarie a causa della loro totale inattività, non ci si può aspettare che i ricorrenti propongano un’azione civile separata, tanto più che tale azione sarebbe (…) probabilmente difficile da provare dato il tempo trascorso” e in assenza di una pronuncia penale.

Davanti alla Grand Chambre e l’interesse anche dell’Italia La sentenza del 18 ottobre 2022 della Seconda sezione della Corte, è stata impugnata dall’Avvocatura dello Stato e il 6 marzo 2023 il caso è stato deferito alla Grande Camera su richiesta del Governo di San Marino. Il ricorso è stato ammesso. Non è un mistero che l’azione sammarinese catalizzi l’attenzione e l’appoggio dell’Avvocatura dello stato italiano. Se infatti venisse confermato il principio sancito dalla Seconda sezione Cedu, l’impatto verso la Repubblica italiana sarebbe enorme considerato che tutte le parti lese che si sono visti prescritti casi nei quali erano parte civile potrebbero potenzialmente rivendicare la violazione dell’articolo 6 della Convenzione Edu. Di qui il peso della questione che sarà trattata questa mattina dalla Grande Camera, composta da 17 giudici, in seguito all’accettazione della richiesta fatta dall’Avvocatura dello stato del Titano.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

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