L’Informazione di San Marino, l’editoriale di Marino Cecchetti: “Insicurezza sociale”

MARINO CECCHETTI – «I risparmiatori sammarinesi non possono ricevere rendite finanziarie dello 0,80% rispetto al grande speculatore mondiale che riceve il 3,58%» (Emilio Della Balda). Eppure il Governo ha di fatto ‘imposto’ all’Istituto per la Sicurezza Sociale (Iss)  di ‘investire’ in 20 dei 50 milioni di debito pubblico destinato al mercato interno al tasso, ripetiamo, dello 0,80%, una frazione minimale di quello concesso ai prestatori esteri.

Brutto segnale per la solidità finanziaria dell’Iss tirata in ballo in questa corsa folle dello Stato per  cercare di tamponare la ferita causata al bilancio pubblico dalla classe politica di cui al processo Conto Mazzini.

È vero che in passato fra Stato e Iss si è visto anche di peggio. Nel 1998 fu addebitato all’Iss il costo del rinnovo del contratto del settore industriale: gran parte dell’aumento delle retribuzioni – 1998, anno di elezioni politiche – fu ricavata da una riduzione dei tributi che le aziende avrebbero dovuto versare all’Iss per i propri dipendenti.

In questo periodo, però, le aggressioni all’Iss sono anche di altro tipo e così gravi da intaccarne le fondamenta. Vengono negate di fatto  molte prestazioni specialistiche attraverso ritardi assurdi nelle erogazioni, lunghissimo è l’elenco dei medicinali a pagamento, si lesina sul personale anche nel settore della medicina di base e in certi reparti ospedalieri.

La maggioranza politica attuale – con una onorabilità già compromessa dalle accuse provenienti dal settore giustizia e da un debito pubblico stratosferico – potrebbe essere ricordata anche per aver inferto colpi gravissimi all’Iss, fiore all’occhiello del nostro essere Stato, creato a metà del secolo scorso in linea con la nostra storia e coi valori peculiari della nostra comunità.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

 

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